.

Castello di Eufemio - 7

Una delle qualità più piacevoli della festa é la sua natura completamente non commerciale. É basata su un atto di generosità pubblica, e questa generosità viene conservata nella fruizione gratuita dello spettacolo per tutti e nelle tonnellate di cuccidati fatti laboriosamente a mano, e di sacchetti di noci, ceci e dolci lanciati liberamente alla folla che può arrivare a più di centomila persone - una vista stupefacente nei vicoli di questo paese che ha a detta di molti meno di cinque mila residenti permanenti (anche se la popolazione ufficiale é quasi il doppio). Anche l’indispensabile remoto parcheggio e le navette sono gratuiti. Gli unici profitti sono quelli di un paio di venditori di cibi pronti e di venditori ambulanti. Ma, nella cultura siciliana, la generosità può essere in stretta relazione con l’arte di primeggiare, e ci sono senza dubbio aspetti di competizione e superiorità che accompagnano la festa. Ciononostante, organizzare la festa richiede uno sforzo notevole al paese, con una diminuita popolazione ed economia incerta. Devono essere raccolti cento-migliaia di euro e vengono dedicate migliaia di ore di lavoro non compensate ai preparativi - i quali vanno dal procurare ed addestrare i giganteschi buoi di una razza che non si trova di più in Sicilia al verniciare i carri, dalle prove per musica e balli al riempire i piccoli sacchetti di confetti - fino alla miriade di attività durante I tre giorni della festa stessa. É per questo motivo che l’intervallo fra feste successive ha passato dai tradizionali tre anni iniziali a cinque anni e adesso a sette o otto. (Forse sia in più una concessione alla vita moderna, permettendo che la giornata principale della festa cada di fine settimana.) Alla conclusione di ogni grande festa del Santissimo Crocifisso, date le problematiche odierne, nessuno pus dire con certezza assoluta che ce ne sarà mai un’altra.

prossima immagine
.