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Castello di Eufemio - 6

La festa attuale del Santissimo Crocifisso ha molti aspetti oltre la rappresentazione della processione storica. É un evento che unisce il paese in una massiccia iniziativa comune. In più attira, anche se solamente per una visita, molti degli sparsi emigranti - da Roma, Milano e Torino, dalla Francia, dalla Germania e dalla Bretagna, ed alcuni perfino dagli Stati Uniti, dal Canada, dall’Argentina e dall’Australia. Anche l’organizzazione sociale e la cultura seicentesca del paese vengono rappresentate da vestiti, musiche e danze tradizionali e con il ruolo chiave organizzativo dei ceti - le varie società di origine medioevale come la maestranza oltre che i massari, gli ortolani e contadini, i cavalieri, i molinari, i macellai ed altri. Carri ben decorati, tirati da ogni trattore disponibile in paese ed animati da ragazzi, mostrano antiche pratiche agrarie per raccogliere e macinare il grano, spremere le olive e l’uva e raccogliere la frutta, con grandi cartelli di spiegazione nell’antico dialetto siciliano che sta rapidamente scomparendo. Bestie, per lo più invisibili nella vita moderna, tornano ad un ruolo centrale, dalle pecore e le capre sul carro dei pastori ai parecchi cavalli e muli o cavalcati o trainanti carretti siciliani tradizionali, al paio di buoi che tira il carro più grandi della processione da cui i cuccidati (tradizionali anelli di pane biscotto) vengono buttati alle folle.

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