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Castello di Eufemio - 5

Con questa festa che celebra la supposta generosità degli aristocratici del paese, non é del tutto chiaro se, nella rappresentazione, la gratitudine del popolo viene espressa in modo serio o ironico. I cittadini moderni di Calatafimi riconoscono che l‘abbondanza distribuita dai ricchi nella festa originaria era misera - più ostentazione che sostanza. Oggi, quando imitano il fervore dei poveri antenati nel sollecitare i figuranti dei carri a buttare pane, noci e ceci, e quando lottano per quello che cade a terra, sembra che la recitazione sia in tono scherzoso. (É molto simile alle grida delle folle al “Mardi Gras” di New Orleans quando chiedono dai carri sempre più perline di plastica da due soldi, in una pratica probabilmente derivante da feste simili a quella di Calatafimi che dovevano essere familiari ai parecchi Siciliani emigrati a New Orleans nel tardo Novecento.) D’altra parte, la reverenza per il crocifisso stesso e per la sua miracolosa icona accompagnatrice, il rilievo in marmo della Madonna di Giubino, sembra completamente genuina. Il terzo ed ultimo giorno della festa esenta i carri da buttare pane e si concentra su processioni solenni in cui i doni vengono portati alla chiesa che ospita il Santissimo Crocifisso e su una processione delle due icone che attraversa tutto il paese al crepuscolo.

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