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Castello di Eufemio - 3

Apparentemente nel V secolo a.C. la parte di Sicilia intorno a Calatafimi era un posto molto più cosmopolita. Sul pendio erboso che da’ su un tempio attualmente isolato c’era una città di forse 200.000 abitanti. Era il centro della cultura segestana che controllava la parte nord-ovest di Sicilia e che faceva risalire le sue origini ad un’associazione fra un gruppo di esuli troiani di Enea ed il popolo elimnio del re locale Aceste. (Secondo la leggenda Enea ha proseguito il suo viaggio per puoi fondare la città di Roma.) Sfortunatamente, i Segestani erano costantemente in guerra con i loro vicini meridionali, i Selinuntini. In diverse occasioni nel corso del conflitto, durato per secoli, i Segestani avevano stabilito alleanze con Cartagine e con Atene usando spesso tattiche spettacolari di simulazione e inganno. (Una leggenda racconta che i Segestani concentrarono tutti gli oggetti d’oro della zona in un gruppo di dimore che sarebbero state visitate da una delegazione atenea.) Alla fine riuscirono a persuadere gli alleati cartaginesi a radere al suolo la città di Selinunte. Le sue massiccie rovine, tristemente belle, possono ancora essere ammirate a solo un’ora di macchina in autostrada. Dopo aver conquistato la Sicilia nel III secolo a.C. i Romani hanno lasciato intatta Segesta nonostante la sua precedente alleanza con Cartagine presumibilmente per la comune condivisa discendenza da Enea. Eppure le fortune di Segesta iniziavano a declinare. La sua popolazione si spostò lungo la vicina costa in paesi che offrivano migliori opportunità di commercio. Infine, con il crollo dell’Impero Romano, la città fu distrutta dai Vandali.

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