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Castello di Eufemio - 2

Il nome Calatafimi deriva dalla parola araba per castello, qalat, e possibilmente dal cognome della famiglia aristocratica che controllava il territorio sotto l’Impero Romano, i “Phimes”. Un’altra interpretazione fa derivare la seconda parte del nome da Eufemio I, l’auto-proclamato re di Sicilia che nell’827 portò sull’isola come suoi personali difensori dei mercenari saraceni solo per vederli poi iniziare la propria conquista del posto. Molti altri nomi di paesi della zona sono di derivazione araba - Alcamo (al-Qamuk), Marsala (Marsa Ali), Salemi (Salam) - e le circostanti montagne furono l’ultimo rifugio della cultura islamica che era esistita in Sicilia dai primi del IX secolo fino a meta XIII secolo, quando il re Federico forzò l’Islam a fuggire o a nascondersi. (Il vicino paese di Corleone, famoso nella tradizione mafiosa, veniva chiamato Qur la Yun dai suoi abitanti islamici e fu ripopolato da un gruppo di Lombardi dopo l’espulsione dei Saraceni.) Recentemente, come parte del piano di sviluppo turistico del sindaco, il nome ufficiale del paese é stato cambiato in Calatafimi-Segesta. Parecchi cittadini sono costernati dal cambiamento; alcuni sono disposti a vedere. Nessuno però usa il nome col trattino nel parlare quotidiano.

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